La sua esperienza e competenza in materia dei diritti dell'uomo

 

●  nel 1971 (settantuno) l'avv. Maurizio de Stefano è stato il primo, in ordine cronologico, avvocato italiano a presentare un ricorso contro il Governo italiano davanti alla Commissione Europea dei Diritti dell'Uomo, a Strasburgo (in difesa di un obiettore di coscienza condannato dal Tribunale penale militare di Roma), ma la stessa Commissione Europea non prese in esame il caso, considerato che lo Stato italiano non aveva ancora accettato (in quanto all’epoca facoltativa) la giurisdizione della Commissione e della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per decidere i ricorsi individuali (vedi la comunicazione dell’ 8 ottobre 1971(settantatuno) prot. 4450 H.DS/b della Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo). 
 

Infatti, la giurisdizione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo a decidere sui ricorsi individuali contro il Governo italiano è stata riconosciuta dallo Stato italiano soltanto a decorrere dal 1° agosto 1973(settantatre) e per le violazioni compiute dopo tale data.

 

●  il 17 giugno 1983 (ottantatre) ha partecipato per la prima volta all’udienza di un processo davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo, in rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di Roma ed in veste di “consigliere” dell’Agente del  Governo italiano, nel caso GODDI c. Italia;

NOME RICORRENTE E NUMERO RICORSO DATA sentenza motivazione  

GODDI contro ITALIA 8966/80

09/04/1984

Open AFFAIRE GODDI c. ITALIE ...

(in materia dei termini a  difesa dell’avvocato d’ufficio nel processo penale)

●         dal 1984 al 1986 ha fatto parte della commissione istituita dall’avv. Giuseppe Valensise, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, che si è avvalsa della consulenza del prof. Claudio Zanghì e del Prof. avv. Giorgio Recchia, con lo scopo di formare gli avvocati patrocinanti davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo;

●         il 26 gennaio 1987 ha rappresentato l’Ordine degli Avvocati di Roma, intervenuto quale amicus curiae all’udienza davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo, nel primo caso di durata non ragionevole di un processo civile in Italia;
 

NOME RICORRENTE E NUMERO RICORSO DATA sentenza motivazione  

CAPUANO contro ITALIA 9381/81

25/06/1987

Open AFFAIRE CAPUANO c. ITALIE ...

(primo caso di non ragionevole durata di un processo civile)

●     ha patrocinato davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo, tra i tanti, i seguenti ricorsi contro il Governo italiano:

NOME RICORRENTE E NUMERO RICORSO DATA sentenza motivazione  
VOCATURO contro ITALIA 11891/85 24/05/1991

(primo caso di non ragionevole durata di un processo del lavoro)
SCOLLO contro ITALIA 19133/91 28/09/1995

(primo caso di non ragionevole durata di un procedimento di sfratto )

GALLO contro ITALIA 25575/94

02/09/1997 (uno dei primi casi  di non ragionevole durata di una causa di pubblico impiego)
COOPERATIVA LA LAURENTINA contro ITALIA 23529/94 02/08/2001 (primo caso di mancata concessione edilizia)
ACCIARDI E CAMPAGNA contro ITALIA 41040/98 19/05/2005 (uno dei primi casi  di esproprio illegittimo di un terreno)

BOCELLARI e RIZZA contro ITALIA 399/02

13/11/2007 (il primo caso  di mancanza di pubblicità delle udienze per le misure di prevenzione)

OGARISTI contro ITALIA 231/07

18/05/2010 (uno dei primi casi di illegittimità di una condanna all’ergastolo)

●         nel  2007 è intervenuto quale rappresentante della Consulta per la Giustizia europea dei Diritti dell’Uomo, unitamente all’avv. Anton Giulio Lana,  nel processo davanti alla CORTE COSTITUZIONALE ITALIANA, sentenza 24 ottobre 2007 n. 349. Dichiara l’incostituzionalità delle norme italiane non conformi alla giurisprudenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo in materia di occupazione acquisitiva nelle espropriazioni per pubblica utilità.

●   nel  2009 è intervenuto quale rappresentante della Unione Forense per la tutela dei Diritti dell’Uomo,  unitamente all’avv. Anton Giulio Lana,  all’avv. Andrea Saccucci ed all’avv. Fabio Gullotta nel processo davanti alla Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, nel caso Guiso-Gallisay c. Italia, ricorso n. 58858/00, definito con sentenza del 22 dicembre 2009, in materia di occupazione acquisitiva nelle espropriazioni per pubblica utilità.

●   nel  2010 è intervenuto quale rappresentante della Associazione Nazionale Libero Pensiero “Giordano Bruno”,  nel processo davanti alla Grande Camera della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, nel caso Lautsi c. Italia, (ricorso  n° 30814/06).(crocifisso nelle aule della scuola statale).